Oramai siamo abituati ad essere investiti dalle immagini, di qualunque forma e dimensione, soprattutto sul web attraverso i social ma anche in tv o sulla carta stampata. Immagini di situazioni vicine talvolta lontane, molto spesso indifferenti, alcune belle, altre che emozionano. Le immagini della Mototerapia mi hanno sempre emozionato, l’emozione di vedere la motocicletta come strumento per regalare sorrisi a persone meno fortunate mi ha sempre riempito di buone vibrazioni.
La Mototerapia è un idea di Vanni Oddera il campione di motocross freestyle, che da più di 10 anni porta in giro per l’Italia, ma non solo, questo progetto di VOLONTARIATO.

Io la Mototerapia l’ho sempre vissuta da “fuori”, cercando di promuoverla per come mi è possibile e condividendo quello che era il “messaggio”.

Tutto così sino all’invito da parte di Vanni a partecipare in moto.

Ho accettato subito ma ho dovuto metabolizzare il tutto e convincermi che ce l’avrei potuta fare. Perché diciamola tutta: non ci si sente mai a posto di fronte a bambini in difficoltà.

Siamo entrati nel reparto oncologico dell’ospedale infantile Regina Margherita di Torino, subito mi sono sentito un po’ impacciato, inizialmente quasi fuori luogo, ho chiesto a Vanni di indicarmi cosa fare o dire.

Abbiamo disinfettato le moto, l’attrezzatura e tutto quello che poteva essere a rischio per i bambini del reparto.

Vanni ed io in sella alle moto elettriche, Ivan e Max con le biciclette.

Non c’è stato bisogno di spiegazioni, è bastato seguire il flusso dell’energia e cercare gli occhi dei bambini che aspettavano “le moto” per accendere la giornata.

Si parte con l’idea di dare ma in realtà siamo noi a ricevere e molto di più di quello che possiamo immaginare.

Queste sono le immagini di questa giornata:
il video è realizzato da Samuel Rosso mentre le foto sono di Tatjana Pulaj.

Buona Mototerapia a tutti.