E’ un paesaggio unico quello che risplende alle prime luci dell’alba tutto intorno al monte Beigua, ed il sorgere lento del sole sembra poter cancellare tutto d’un tratto il freddo di una notte appena trascorsa in tenda.

 

Sono circa le 07:00 di mattina, siamo a 1.200 metri ed il silenzio della natura che ci circonda è interrotto dal solo scoppiettare del fuoco, sullo sfondo le nostre moto, bianche di brina e pronte a ripartire.

Mi son venute in mente le avventure dei protagonisti del film Stand by Me o di Tom Sawyer e Huckleberry Finn, piccole grandi avventure dal sapore genuino, semplici, e da vivere almeno una volta, ma non solo nell’età della giovinezza, meglio ancora se dopo i quaranta, quando tutto diventa un po’ più lento e complicato da organizzare anche solo mentalmente.

 

 

Palcoscenico di questa avventura è la Liguria e più precisamente il territorio di Varazze, piccola cittadina del savonese, regista Vanni Oddera.

La proposta è di fare un giro di enduro per scoprire la bellezza di questa regione, capace di unire in spazi ristretti l’alchimia del mare a quella della montagna.
Dalla spiaggia sino ad arrivare alle cime del monte Beigua, pernottamento in tenda e rientro ai furgoni con le prime luci dell’alba. Impossibile dir di no.

E’ febbraio e la bella giornata di sole scalda i nostri animi ed anche quelli di alcuni turisti accorsi sulla spiaggia incuriositi da due moto da enduro che giocano sulla sabbia.



Foto di rito e grazie al supporto degli amici di Varazze Outdoor attraversiamo il centro storico del bel borgo ligure e ci addentriamo, con le dovute autorizzazioni, lungo i sentieri dell’entroterra savonese.

Da li in avanti quattro ore di enduro, dal livello del mare ai 1200 metri della nostra meta attraverso le borgate di Casanova, Faie, Pratorotondo in un misto di paesaggi unici che solo pochi posti sono in grado di offrire e che meritano diverse soste per poter godere dello spettacolo circostante.

E poi arriva la neve che in un istante ci fa tornare bambini in sella alle nostre moto; l’imbrunire e subito dopo la notte. Con l’aiuto di qualche amico allestiamo il campo base, si monta la tenda, si accende un fuoco e finalmente qualcosa di caldo da mangiare per rifocillarci.

Si tira tardi il più possibile con il fuoco che ipnotizza e tiene compagnia.
Poche ore di sonno, fa freddo sì ma in fondo nemmeno ce ne rendiamo conto.

La moto da enduro è anche questo, la libertà di partire dal mare ed andare a dormire sulla cima di un monte in compagnia di un amico.